Tour de France 2026, Richard Carapaz si prende il secondo arrivo sull’Alpe d’Huez, Tadej Pogačar controlla e porta sul podio il compagno Isaac Del Toro
L’ultimo tappone alpino del Tour de France 2026 si chiude nel segno di Richard Carapaz, che vince in solitaria sul secondo traguardo sull’Alpe d’Huez. Il corridore della EF Education – EasyPost bissa il successo di Orcières-Merlette dell’altro ieri e festeggia anche la conquista della Maglia a Pois. L’ecuadoriano ha superato nel finale Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), che ha buttato via la vittoria con una doppia caduta nel tratto di discesa a 6 km dall’arrivo, quando si trovava solo al comando dopo aver attaccato sul Col de Sarenne. Lo statunitense in prossimità dell’arrivo è stato superato anche da Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), che si prende il secondo posto di tappa e finale, togliendosi anche la soddisfazione di staccare in salita Tadej Pogačar ( UAE Team Emirates – XRG).
Il campione del mondo, come da copione, oggi si è limitato a controllare e lavorare come gregario di lusso per il compagno Isaac Del Toro, scortandolo fino all’arrivo. I due compagni sono arrivati abbracciati al traguardo, avendo centrato entrambi l’obiettivo, con lo sloveno che domani potrà festeggiare la conquista della quinta Maglia Gialla della carriera, mentre il messicano salirà per la prima volta sul podio di Parigi, chiudendo terzo. Pochi secondi dietro la coppia UAE chiude un brillante Lenny Martinez (Bahrain Victorious), mentre nulla da fare per il giovane talento francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) che è andato in difficoltà staccandosi in salita e dovendosi quindi accontentare del quarto posto nella generale.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
La presenza della salita del Col de la Croix de Fer pochi chilometri dopo il via frena i tentativi di attacco nel breve tratto iniziale pianeggiante, con solo Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), Xabier Azparren (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Joris Delbove (TotalEnergies) e Warren Barguil (Team Picnic PostNL) ad avvantaggiarsi e guadagnare un margine di 1’15” sul plotone, ma appena cominciata l’ascesa aumenta il ritmo in gruppo e iniziano a registrarsi maggiori movimenti, con il gap che cala a 40”.
Piuttosto attiva la Visma | Lease a Bike, che dopo aver fatto l’andatura lancia all’attacco prima Matteo Jorgenson, seguito e chiuso da Juan Ayuso (Lidl-Trek), e poi Bruno Armirail, in risposta ad un allungo di Ben Healy (EF Education-EasyPost) e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), con i tre raggiunti poi anche da Tobias Foss (Netcompany Ineos), Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM) e Javier Romo (Movistar). Questo sestetto viene però rapidamente riassorbito dal gruppo, già parecchio selezionato, mentre davanti perdono definitivamente contatto Veistroffer e Delbove e restano dunque in quattro.
Barguil, Steinhauser, Azparren e Abrahamsen rimangono davanti, mentre dietro è Ayuso a imprimere un nuovo netto cambio di ritmo, che sfibra di fatto il gruppo, rimescolando le carte in testa alla corsa. Si forma così un nuovo gruppetto di attaccanti, composto da Bruno Armirail (TVL), Sepp Kuss (TVL), Davide Piganzoli (TVL), Matteo Jorgenson (TVL), Jai Hindley (RBH), Juan Ayuso (LTK), Richard Carapaz (EFE), Ben Healy (EFE), Georg Steinhauser (EFE), Matthew Riccitello (DCT), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Thymen Arensman (NCI), Tobias Foss (NCI), Valentin Paret-Peintre (SOQ), Clément Braz Afonso (GFC) e Warren Barguil (TPP), con quest’ultimo che perde però rapidamente contatto, così come fanno poco più tardi Steinhauser e Romo.
La UAE decide di lasciar fare, con il vantaggio dei fuggitivi che aumenta gradualmente lungo le rampe del Col de la Croix de Fer e con alcuni corridori rimasti inizialmente attardati che riescono a rientrare. Fra questi c’è Mads Pedersen (Lidl-Trek), che va addirittura all’attacco rispetto al gruppo Maglia Gialla. A 3 km dal Gpm Carapaz decide di salutare tutti e di involarsi da solo, con Paret-Peintre che prova a seguirlo a distanza: l’ecuadoriano scollina e si prende punti preziosissimi in chiave Maglia a Pois. I due tornano poi insieme e, lungo la discesa, vengono ripresi dai compagni di avventura, di cui è entrato a far parte anche Pedersen, autore di una rimonta eccezionale.
Dopo aver registrato per una caduta in discesa il ritiro di Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step), che al via era 12esimo nella generale, si va verso il traguardo volante, dove Pedersen passa in beata solitudine, conquistando praticamente la certezza della Maglia Verde finale. Da lì si torna a salire, con il vantaggio della fuga che nel frattempo è salito oltre i 3′: davanti si staccano, in successione, Jorgenson, Pedersen, Armirail, Paret-Peintre e Braz Afonso. Gli altri vanno su regolari e accumulano altri secondi di vantaggio sul gruppo Maglia Gialla, finché in testa a questo non iniziano a lavorare corridori della Bahrain Victorious, preoccupati dalla possibilità di sorpasso in classifica generale che Ayuso avrebbe su Lenny Martinez.
In cima alla salita, dove ovviamente a passare per primo è Carapaz, il gap è comunque di 4’15”, con il gruppo che tuttavia si sta avvicinando e continua a guadagnare nella successiva breve discesa verso il Galibier. Sin dall’inizio della ascesa la EF Education – EasyPost si mette dunque nuovamente a tirare in fuga, con Ben Healy che detta un ritmo importante che manda in difficoltà Piganzoli e Foss, mentre Johannessen e Arensman riescono a resistere, seppur a fatica. In gruppo intanto arriva Felix Großschartner (UAE Team Emirates XRG) a fare l’andatura, portando a una ulteriore scrematura.
Finito il lavoro di Healy, Carapaz alza ulteriormente il ritmo, mandando in difficoltà coloro che erano già al gancio, mentre Ayuso prova a sua volta ad attaccare, prima di mostrare qualche cedimento quando gli altri si muovono. Alla fine lo spagnolo riesce comunque a limitare i danni, rientrando subito dopo il GPM su Kuss, Hindley, Carapaz e Riccitello, con quest’ultimo che perde invece contatto in discesa, complice qualche folata di vento che gli fa sbagliare le traiettorie in un paio di occasioni.
Intanto il gruppo è esploso perché una volta finito il lavoro del compagno, che ha già ridotto a poco più di venti corridori il gruppo, a mettersi in testa a tirare è la Maglia Gialla in persona. Con Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) restano così rapidamente i soli Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe) e Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team), oltre al compagno Isaac Del Toro, che tuttavia improvvisamente fa fatica, costringendo lo sloveno a rallentare. Paul Seixas se ne accorge, ma mancando poco al GPM non reagisce e sui quattro rientra anche Lenny Martinez (Bahrain Victorious), mentre resta poco dietro Mattias Skjelsmose (Lidl-Trek), con Maxim Van Gils (Red Bull Bora – hansgrohe) e Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM) a ruota, con i quali rientrerà nel corso della discesa, colmando i circa venti secondi di ritardo.
Un minuto più dietro invece Sean Quinn (EF Education-EasyPost), Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM Team), Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Tom Pidcock (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team), che tuttavia proseguiranno del loro passo fino all’arrivo, con in particolare i compagni dello svizzero a fare l’andatura. Sul successivo Col de Sarenne, dove si arriva al termine della lunga discesa da quota 2634 metri, davanti parte subito la bagarre, così come dietro, con la Decathlon CMA CGM che prova subito a testare Del Toro. In testa sono Carapaz, Kuss e Hindley a fare la differenza, con una serie di scatti che sembrano favorire l’americano, capace più volte di allungare, riuscendo poi a scollinare con un vantaggio di 20 secondi su Carapaz, mentre Hindley finisce per cedere e rialzarsi per attendere Evenepoel.
Il belga infatti anche oggi è in ottima forma e segue facilmente il ritmo imposto dalla formazione francese, con Prodhomme e Riccitello che provano a lanciare un Paul Seixas che tuttavia scuote la testa quando arriva il suo momento. Il francese ci prova comunque, staccando Skjelmose, ma quando Evenepoel lo sostituisce in prima posizione perde contatto a sua volta, costringendo Martinez a chiudere il buco. A quel punto Pogacar riprende in mano la situazione e prova ad alzare il ritmo, ma nuovamente Del Toro non può seguire quell’andatura. Sceso a 1’40”, il distacco dalla testa della corsa finisce così per tornare a due minuti al GPM, dove Seixas perde ulteriori 45 secondi, prima di sprofondare nel corso della discesa e del falsopiano seguente, dove a fare il ritmo è Hindley.
A quel punto il gap scende invece rispetto all’uomo al comando, che non è più Kuss, ma Carapaz, visto che l’americano finisce due volte a terra in discesa, vedendosi sorpassare dalla maglia a pois. L’ecuadoriano inizia così le rampe finali dell’Alpe d’Huez con una manciata di secondi sul rivale, che tuttavia non ha più la brillantezza di prima in salita e perde progressivamente terreno, vedendo finire in fumo le sue speranze di una vittoria che sembrava ormai quasi acquisita. Sempre trascinato da Jai Hindley, il quartetto dei migliori, da cui perde contatto Martinez, inizia gli ultimi tre chilometri con poco più di un minuto di vantaggio.
Arriva così lo scatto di Remco Evenepoel, che lascia sul posto Isaac Del Toro, al cui fianco resta Tadej Pogacar, che capisce rapidamente che il ritmo che stava provando a imporre per rientrare sul belga era troppo per il compagno. Il duplice campione olimpico su strada guadagna rapidamente, sia davanti che dietro, passando a due chilometri dall’arrivo con 40 secondi di ritardo dalla testa della corsa e venti di vantaggio sulla Maglia Gialla, distanziata (per scelta) per la prima volta in questa edizione. L’azione di Evenepoel è molto efficace, ma tardiva e se riuscirà poi a riprendere in tempo Kuss, non basta per la vittoria di tappa, che gli sfugge per 26 secondi a vantaggio di un anche oggi strepitoso Richard Carapaz.
All’arrivo il ritardo della coppia UAE Team Emirates XRG, che arriva in parata, è di 1’05”, con Martinez appena due secondi dietro, mentre Seixas perde 2’55”, difendendo dunque la sua quarta posizione dall’assalto del connazionale. Nei dieci di giornata anche Skjelmose e Ayuso, nel finale entrambi fissi a ruota del prodigio transalpino.
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